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Dopo il sì / Il pranzo di nozze

“Nella Chiesa e nel mondo siate testimoni
del dono della vita e dell'amore che avete celebrato.
Andate in pace”.
Sull’uscio della Chiesa, amici e parenti, bimbi e bimbe ci accolgono festosi con lancio di riso: vialone nano (varietà pregiata, scuoce difficilmente), arborio (chicchi grandi, lunghi e ricchi di amido), Carnaroli (chicco semi-lungo e perlato), riso rosso (per l’ipercolesterolemia), riso basmati (che ha un indice glicemico basso), riso integrale (contiene più vitamine), anche confezionato per rendere più tangibile l’augurio (piccole contusioni qua e là) tra le risa (di gioia e sadismo).
I più sofisticati si abbandonano a lanci di petali (non staccati dalla rosa con ancora le spine sullo stelo per lasciare un segno di augurio: piccoli graffi al vestito e alle mani).
Prima della fuga per le foto, i baci di rito non si sprecano: le guance, già provate dalle lacrime (di gioia) vengono punte, smerigliate, lavate e colorate da barbe, baci e fondotinta.
Tobia, che ha la barba, rimane parzialmente inviolato.
Via al Parco.
Lunga serie di Cheese per le foto con le posizioni più complicate e innaturali, però molto creative. Seduta sul bordo della vasca rischio di far compagnia a solitari pesci che di rosso conservano solo il ricordo.
Il Boss delle cerimonie ci accoglie all’ingresso della sala.
Applausi e “viva gli sposi” si sprecano.
I bimbi, scorazzano per la sala sotto l’occhio disattento, e già spento dagli aperitivi, dei genitori.
Ci accomodiano al tavolo presidenziale.
Comincia la festa.
Programmas: Antipasto, primo e secondo primo, secondo e secondo secondo, dessert, taglio della torta.
Il menu era stato verificato in precedenza. Avevamo chiesto di prevedere variazioni per vegetariani, vegani, allergici ai crostacei, schifatori di pesce, intolleranti al lattosio, alle fragole, alla frutta secca e agli alcolici (ma non ai superalcolici).
Su suggerimento della zia di Tobia, suggerimento condiviso dai genitori, il cuoco ha la piantina dei posti a tavola e l’elenco degli invitati con la descrizione di eventuali patologie (stitichezza, ipertrofia prostatica, colon irritabile, colelitiasi, nefrolitiasi, ipertiroidismo). Per i diabetici avevamo fatto un’eccezione: via libera.
Alla fine dell’antipasto (avevo fame e l’ho divorato) l’appetito si attenua e alla fine del primo primo avrei voglia di andar via. Tobia sembra resistere. Tra il secondo primo e il primo secondo facciamo una passeggiata tra i tavoli.
A ogni “bacio..bacio..bacio..” io e Tobia ci siamo scambiati antigeni, anticorpi, enzimi, salse varie, tracce di vino (che goduria per i RIS!). Le idiozie e battute deprimenti si sprecano e si dissolvono tra le risate insopportabili e senso. Per qualche attimo migro in un’altra dimensione si alterano i rumori e vedo tutti come maschere di circensi.
L’arrivo del primo secondo mette ordine: i rumori si trasformano in brusio; torno alla dimensione reale angosciante come l’altra.
Tobia continua a resistere. Non noto in lui turbamenti, disappunto nè smorfie di disapprovazione.
Il resto è proseguito, in assenza di audio-video, sino alla torta, consegna delle bomboniere, saluti finali. Credo di aver seguito e copiato i gesti di Tobia rimasto parzialmente consapevole.
A festa finita tutto si è come dissolto e siamo andati via in pace.
Amen
Copyright © 2026 Ignazio Vandea
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