Funerale
E’ morto Battista. Chissà perché lo chiamavano il Battista.E’ morto in piena epidemia COVID, per fortuna. Non per lui ma per chi ha potuto così evitare il rito del funerale.
In tanti avrebbero partecipato ma, ahimè, il Covid l’ha impedito.
Tra morire “dopo lunga e penosa malattia” e la “morte improvvisa” ha scelto la seconda.
“Moglie, figli e parenti tutti” lo piangono afflitti.
Uomo “buono e giusto”
Padre “esemplare”
Marito “affettuoso e fedele”
“Gran lavoratore”
“Amato e stimato da tutti”.
La morte improvvisa lo ha salvato dall’essere:
un uomo “inutile”
un padre “assente”
un amico “un po’ stronzo”
un marito “puttaniere”.
Beh, per quanto riguarda il lavoro, lasciamo perdere.
“Un incidente imprevisto. Guidava da tanti anni!” ( Si ma spesso dopo aperitivo e digestivo senza aver pranzato).
Non è stato incremato né cremato (forse era diabetico!).
“Chi l’avrebbe mai detto”! “Era il ritratto della salute!” (pesava oltre 100 Kg !)
Anche i condomini sono affranti, ma in parte contenti: alle riunioni era un “rompicoglioni unico”.
E’ trascorso già un anno.
Primo anniversario.
Verrà ricordato nella chiesa del paese natio.
Siamo ancora in periodo COVID, ma, che sfiga, ci si può spostare: l’IR è sceso sotto l’uno. Non poteva aspettare ancora qualche giorno!
Tutti in chiesa alle 11.
Per fortuna c’è il distanziamento da rispettare: l’ingresso in Chiesa è contingentato.
I più giovani (settantenni) lasciano con gioia il posto agli anziani (della casa di riposo) che hanno approfittato della giornata di sole per una gita e partecipare così all’anniversario del dolore dei familiari, amici e parenti tutti. I settantenni socializzano con visi sconosciuti o dimenticati parlando del Battista, sempre attenti però a catturare i raggi del sole, per via della vitamina D.
La funzione dura più del solito: il prete officiante ha i suoi anni e ha seri problemi di memoria.
Tutti fanno la comunione: piccolo ingorgo. Risolti i problemi di masticazione e deglutizione tutti escono dalla Chiesa in pace.
Tra saluti “affettuosi” e “sorrisi di liberazione si torna alla vita reale alla quale abbiamo tolto, rovinandole, alcune ore.